Sin dall’antichità dei tempi, affrancatosi dalle caverne l’uomo ha cercato di proteggersi dagli eccessi del sole, costruendo ripari atti a schermarne il calore.
Con il progredire della cultura architettonica, e delle tecniche di costruzione, gli edifici si sono rinnovati aprendosi all’esterno attraverso la facciata, che ha visto così mutare la funzionalità dal bisogno di protezione del Medio Evo al bisogno di rappresentanza del Rinascimento prima e del Barocco poi.
Questo movimento, ha però inequivocabilmente messo l’uomo di fronte al alla scelta di trasparenza ed al problema della radiazione solare eccessiva, benvenuta in inverno e dannosa in estate. Nasce così l’era moderna della tenda da sole, e della schermatura solare. Nel 1700 in pieno illuminismo nella Parigi di Re Sole compaiono le prime tele solari a strisce multicolore, volute dall’estro della Marchesa Pompadour (da qui il termine “marchisa” in uso ancor oggi per identificare le tende da sole) per abbellire le grigie facciate dei palazzi nobiliari. Ancora oggi le tele solari sono perlopiù a strisce multicolore, non più in tela di cotone ma in acrilico, ma da sempre contribuiscono non solo a riparare ed ombreggiare le facciate ma anche a decorarle.
Solo però nel primo dopoguerra, con la rinascita Europea dell’Architettura ed il Movimento Moderno, che i primi architetti organici quali Mies van der Rohe, Gropius, Piacentini, Terragni, Le Corbusier, Aalto “aprono” le facciate con squarci vetrati continui, che impongono nuove regole e tecniche per rendere gli edifici staticamente solidi e climaticamente confortevoli in ogni stagione.